Politica Italiana
Nella ridente isola siciliana di lampedusa durante un comizio della lega, movimento razzista quindi avverso al terrone, è partita una contestazione alla proposta di aprire un centro di identificazione e di espulsione di clandestini, capitanata dal sindaco Dino De Rubeis, razzista anch’esso per aver detto “la carne dei negri puzza anche quando è lavata”.
Maroni fautore della apertura di questo centro, accusa la sinistra di farsela col sindaco destrorso e di ispirare una malsana amicizia fra gli abitanti di lampedusa e gli extracomunitari, che sono stati visti manifestare insieme pacificamente.
La situazione è complicata.
Come risolvere il problema?
Secondo me per sconfiggere la piaga dell’immigrazione, bisogna iniziare a entrare nella testa degli extracomunitari.
Dobbiamo attivare il pensiero negroide.
Gli extracomunitari vengono in Italia piagnucolando e raccontando di presunte guerre civili con un milione di morti?
E’ qui che li dobbiamo fregare.
Facciamo una guerra civile in Italia e uccidiamo un milione e 1 persona, così gli togliamo la scusa e finalmente se ne stanno a casa loro.
Bisogna solo capire chi uccidere…
Potremmo uccidere il milione di persone che sperava nel “1 milione di nuovi posti di lavoro” e che è rimasto disoccupato…Sei povero, sei sfigato e soprattutto credi alle cazzate? Uccidendoti ti facciamo un favore.
Potremmo uccidere i cattolici che credono sia stata positiva l’azione del caro papa ratzinger di revocare la scomunica al vescovo Richard Williamson, negazionista dell’olocausto e appassionato di ufologi neonazisti…Azione ispirata dal fatto che il vaticano non è la palestina e quindi gli ebrei “rosicheranno na cifra”, ma non lo potranno bombardare col fosforo bianco.
Di certo non sarebbe giusto uccidere un milione di razzisti Italiani…
Si farebbe un imperdonabile torto agli altri 40 milioni che rimarrebbero in vita.
Marco Travaglio Israele-Palestina
Marco Travaglio:
“Israele non sta attaccando i civili palestinesi.
Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas”
Mai sentito parlare di nani kamikaze?
Erano un pericolosissimo gruppo di oltre 300 unità che per confondersi tra i civili si mascheravano da bambini…
Successo in 100 Mq – Aggiornamento
I primi di marzo dell’anno scorso Alfredo De Marco venne a casa mia con la telecamera e mi disse che aveva voglia di girare qualcosa.
Fui subito entusiasta, ma l’idea di fare un altro cortometraggio non mi allettava.
Ormai siamo adulti, ne abbiamo gia fatti tre.
Allora come è naturale che sia quando 2 schizzofrenici si incontrano nacque la folle idea…
Perché non facciamo un film?
Ma come? I soldi? La troupe? La location? Gli Attori? Gli sceneggiatori? I costumisti? L’operatore? Il direttore della fotografia?
Sticazzi.
Il film ce lo facciamo tutto da soli, senza spendere un euro e durerà più di 75 minuti(come un film vero).
Dopo pochi giorni si cominciò.
Luogo delle riprese casa del papà di Filippo.
Distanza tra casa di Alfredo e casa del papà di Filippo 25 km.
Mattina ore 8 Alfredo prende la telecamera e fa 25 km per casa del papà di Filippo.
Si gira il film fino alle ore 16/17
Poi si va a fare il montaggio delle immagini a casa di Alfredo altri 25 km
Ore 23 circa si finisce.
Ritorno a casa di Filippo 25 km
La notte Filippo pensa alla storia Alfredo alle inquadrature.
Questo è ciò che abbiamo fatto per circa 40 giorni della nostra vita.
Dopo le primi proiezioni per pochi amici, ci siamo resi conto che alcune cose non andavano bene e abbiamo rigirato 25 minuti e cambiato tutto il montaggio.
Quando tutto sembrava volgere al meglio, è nato il problema siae.
Abbiamo ingenuamente usato musiche famose e quando ci siamo presentati alla siae dicendo che avevamo prodotto un film No-Budget, ci hanno risposto che per ognuno degli 11 pezzi utilizzati per il film sarebbero servite diverse migliaia di euro.
Non ci siamo arresi.
Abbiamo trovato due musicisti che hanno rifatto tutti gli 11 pezzi migliorando addirittura il risultato finale.
Siae suca!
Abbiamo iniziato ad informarci per spedirlo ai festival cinematografici ma ci hanno comunicato che un film per essere accettato ai festival più importanti,deve essere sottotitolato in inglese.
Ho contattato Marco, un mio amico mezzo inglese ma preso in giro in tutti i karaoke di roma per la sua pessima pronuncia delle canzoni anglofone e gli ho passato la patata bollente.
Ha fatto un gran lavoro e ha tradotto quasi tutto per poi passarlo a Milla, una traduttrice di professione che ha finito il lavoro gratuitamente .
Grazie Milla!
Abbiamo preparato 702 cartelli con i sottotitoli, da mettere uno ad uno sulle immagini del film.
Una volta finito abbiamo fatto vedere il film all’amico mezzo inglese, che si è complimentato per la traduzione ma ci ha fatto notare come leggendo i sottotitoli non fosse possibile vedere una sola scena del film.
Erano troppo lunghi.
Abbiamo vagato tra sconforto scoramento e desolazione, ma non non ci siamo buttati giù.
E via da capo a sforbiciare sottotitoli.
Non soddisfatti ci siamo resi conto che con la scusa del film no-budget la fotografia del film era sciatta e povera e abbiamo ricominciato a farla scena per scena.
Punto della situazione:
Entro 15 giorni fotografia e sottotitoli dovrebbero essere terminati.
Entro un mese speriamo di riuscire a proporre un trailer ufficiale
Poi inizierà un opera di distribuzione a tappeto per tutti i festival italiani e non e aspetteremo responsi.
Non è esclusa una prima a Roma in primavera.
L’amicizia con Alfredo De Marco, nata sui banchi di scuola delle superiori, si è tradotta in un percorso di 3 cortometraggi senza i quali non sarebbe stato possibile girare “Successo in 100 Mq”.
A questo proposito abbiamo aperto un canale http://it.youtube.com/successoin100mq dove potete trovare quello che abbiamo fatto insieme fino ad ora e in seguito, quando sarà terminato, il trailer ufficiale.
Il cinema è un’industria?
Non più.
Oggi chiunque con idee, passione e sacrificio può fare un film.
Le grandi gioie stanno nelle piccole rivoluzioni.
Solerte Accidia

Da un paio di mesi sto scrivendo un nuovo monologo satirico, la strada è ancora lunga e non ho la più pallida idea di quando sarà pronto, ma c’è una novità.
Dopo lunghi ed estenuanti combattimenti fra i mostri delle mie varie personalità, sono giunto ad un primo importante risultato, so come si chiamerà:
Titolo
“SOLERTE ACCIDIA”
Sottotitolo
Politica, Sesso, Religione e altre cose sporche…
Lo spettacolo sarà rigorosamente vietato ai minori di 18 anni nella speranza di tenere lontani non solo i bambini ma anche e soprattutto i bigotti, i perbenisti e i possessori di suv.
Sto scrivendo questo spettacolo in una casa senza riscaldamento e per evitare di finire congelato ho dovuto comprare una stufa a zibro, un combustibile del quale ignoravo l’esistenza, inquinante e puzzolente come una centrale nucleare fognata.
A volte l’inebriamento da zibro produce alterazioni che si riscontrano nella scrittura traducendosi in idee folli ed eversive, delle quali non voglio assumermi la responsabilità.
Io non c’entro, la colpa è dello Zibro.
Una “Solerte Accidia” per rappresentare il conflitto interiore, con conseguente senso di senso di colpa, che assale noi pigri e che produce una reazione frenetica, disordinata e ansiogena.
Lo spettacolo parte da questa agitazione per arrivare a parlare senza falsi pudori di “Politica, Sesso, Religione e altre cose sporche…”
Un monologo pieno dubbi, orgogliosamente volgare e sinceramente dissacrante.
La satira è viva, l’Italia un po’ meno.

