Comedy Subs intervista: Filippo Giardina

Author: Filippo Giardina  |  Category: satira

Allora, Filippo, descriviti in due righe.

Scrivo e porto i scena i miei monologhi dal 2003, ho fatto un film, 207 puntate di un tg satirico, ho scritto un libro, ho un sito (www.filippogiardina.com) e quest’anno ho co-fondato “Satiriasi-L’Officina della satira”. Credo profondamente nel valore dell’etica e per questo motivo vado da uno psicoterapeuta.

In pratica, in che consiste il progetto Satiriasi?

Satiriasi – L’Officina della Satira nasce da un’idea mia e di Stefano Augeri e si pone come obiettivo di portare in Italia la stand-up comedy di stampo satirico, un genere di comicità molto affermato all’estero ma che in Italia non ha ancora trovato spazio.

Cosa vi ha spinto a mettere su tutto il baraccone (oltre, ovviamente, alla sete di successo)?

Per anni ho provato a portare contenuti satirici nel mondo del cabaret, fino a che mi sono reso conto che non aveva senso fare satira alla sagra della frittella davanti a bambini, anziani e preti. Allora è nata l’esigenza di creare un’oasi di libertà in cui ci si potesse veramente divertire a dire quello che ti passa per la testa, senza retorica né falsi moralismi. Per questo motivo ogni spettacolo legato a Satiriasi ha il marchio V.M. 18 anni.

È possibile una stand-up comedy italiana? In parole povere, come avete adattato un genere tipicamente angloamericano alla nostra realtà culturale?

La stand-up comedy è un’asta, un microfono e una persona che attraverso il suo bagaglio di vissuto propone un monologo. Quindi non c’è stato bisogno di adattarlo, perchè è un genere essenziale e assolutamente universale. Credo che, oltre a essere possibile, in Italia la stand-up comedy sia necessaria.

Con quale criterio avete selezionato i comici che si esibiscono per le serate di Satiriasi?

In questi anni sono sempre stato un talebano della satira e, se da un lato questa cosa mi ha procurato disastri economici, dall’altro mi ha permesso di avere quel pizzico di credibilità per poter proporre a persone con esperienze umane, artistiche e anagrafiche ricchissime, ma lontane fra loro, il progetto “Satiriasi”, che è stato accolto con grande entusiasmo. Dentro Satiriasi confluiscono le competenze di noti autori televisivi, scrittori di commedie, improvvisatori, giornalisti, comici delusi da esperienze televisive e ogni singolo monologo viene lungamente dibattuto.

Come si svolge questo dibattito? Avete una specie di “comitato” che analizza i monologhi?

Ci mettiamo con le sedie in circolo (tipo alcolisti anonimi) e a turno ognuno dei comedians racconta, prima ancora di leggerlo, il punto di vista che intende esprimere nel monologo. Si litiga, ci si confronta, ma soprattutto ci si aiuta per cercare di far crescere ogni singolo monologo. Ovviamente la libertà di espressione è sacra e tutti i comedians possono dire quello che vogliono, sempre cercando di far sì che il monologo rispetti “Le Regole” che sono scritte sul sito.

Addirittura? Avete bisogno di imporvi delle regole?

Satiriasi propone la stand-up comedy di genere satirico e tutti i comedians per poter partecipare hanno dovuto accettare un manifesto e delle regole che il monologo doveva rispettare. Questo che sembra essere un vezzo fondamentalista in realtà è il cuore di Satiriasi, perché in Italia da qualche anno a questa parte si sta confondendo la satira con il “cabaret politico”. In circa 100 monologhi originali che sono stati proposti nella prima edizione di Satiriasi, abbiamo sviscerato quasi tutti gli aspetti di questa Italia distrutta culturalmente e moralmente senza mai lasciarci schiacciare dall’ansia di dover fare battute sulle notizie dei quotidiani. Credo che la cosa più bella di Satiriasi sia stata quella di portare sul palco delle persone che hanno raccontato non “la verità” ma la loro verità in chiave satirica. Ogni monologo di ogni comedian ha cercato di esprimere un punto di vista su un singolo argomento e soprattutto ha cercato di essere aderente alla regola fondamentale di Satiriasi che è: “La risata è un mezzo, non il fine”.

Cosa volete fare da grandi?

Dare una speranza a tutte quelle persone che non ne possono più di Zelig e che si sono stancate di vedere gli autori satirici come degli idoli pagani portatori di verità assolute. Il primo anno, Satiriasi ha avuto un enorme successo: abbiamo registrato il tutto esaurito in ogni serata e l’anno prossimo ripartiremo con la presentazione del mio spettacolo “Solerte Accidia” (dal 2 al 7 novembre al teatro “Trastevere” a Roma via Jacopa dé Settesoli, 3 – Tel. 06.64561129), per poi riprendere con l’Officina verso la fine di novembre. Inoltre stiamo iniziando una selvaggia e capillare opera di comunicazione e nel prossimo mese contatteremo tutti i locali italiani per proporre questo nuovo genere di comicità: Stand-up comedy vietata ai minori di 18 anni!

Detto questo, non mi resta che ringraziare Filippo per il tempo concessoci e raccomandarvi di andare a vedere il suo monologo, che, vi assicuro, è davvero eccellente.
Comedy Subs

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