100mq la prima trasmissione su facebook 4° Puntata / Episode 4
100 mq la prima trasmissione su facebook 3° Puntata / Episode 3 sub eng
100mq la prima trasmissione su facebook 2° Puntata Episode 2
100mq la prima trasmissione su facebook – 1°Puntata / Episode 1
Qualcuno è un cabarettista perché gli psicologi costano troppo
Qualcuno è un cabarettista perché vuole la fama
Qualcuno è un cabarettista perché ha fame
Qualcuno è un cabarettista perché lo ha scelto come lavoro
Qualcuno è un cabarettista perché è troppo pigro per lavorare
Qualcuno è un cabarettista perché si sente solo
Qualcuno è un cabarettista perché si prende così tanto sul serio da far ridere gli altri
Qualcuno è un cabarettista perché le veline la danno agli uomini che le fanno ridere
Qualcuno è un cabarettista perché è un povero illuso
Qualcuno è un cabarettista perché la storia d’Italia è così marcia che se non ne parli scherzando prima o poi ti fanno tacere
Qualcuno è un cabarettista perché è così arrabbiato col mondo da doverglielo gridare in faccia
Qualcuno è un cabarettista perché se Ezio Greggio lavora da trent’anni c’è speranza per tutti
Qualcuno è un cabarettista perché va di moda
Qualcuno è un cabarettista perché c’è zelig
Qualcuno è un cabarettista perché zelig è di moda…sono i peggiori
Qualcuno è un cabarettista perché studia ogni gesto e parola e poi seleziona solo i migliori per trovare la risata più raffinata
Qualcuno è un cabarettista perché conosce un sacco di barzellette
Qualcuno è un cabarettista perché oggi siamo talmente abituati ad essere disonesti che se uno è onesto deve salire su un palco
Qualcuno è un cabarettista perché la politica…la politica…qualcuno è un cabarettista perché la politica
Qualcuno è un cabarettista perché crede che in questa Italia di plastica ci sia ancora bisogno di comunicare
Qualcuno è un cabarettista perché è contrario ad ogni forma di violenza intolleranza e razzismo
Qualcuno è un cabarettista perché in un mondo ingiusto, ci rimane giusto una risata.

Il razzismo e la discriminazione nascono da un’idea preconcetta.
Il caso della partecipazione attiva del cittadino nel coadiuvare le forze dell’ordine per mantenere le nostre città e la nostra patria sicura e libera dalla criminalità ignobilmente definita “ronda”, ci dovrebbe far riflettere.
Siamo veramente così integralisti da non intravedere almeno un briciolo di senso nelle “ronde”?
Siamo proprio sicuri che non ci siano valide ragioni?
Siamo davvero così intolleranti?
Se vogliamo cambiare il mondo, non dobbiamo tollerare il nostro prossimo, ma dobbiamo sforzarci di comprenderlo per poi come in questo caso arrivare a condividerlo.
Ecco 7 ottimi motivi per fare una “ronda” notturna:
7) In tv c’è troppa violenza, ma ormai non mi basta più.
6) Un kebab è arrivato a 6 euro!!!
5) Ci porto mio figlio così combatto il bullismo nelle scuole e soprattutto gli evito il 5 in condotta.
4) E’ che ballano troppo bene…
3) Basta con questi poliziotti mercenari che picchiano solo per lo stipendio,dobbiamo riscoprire la sana passione.
2) Così imparate a darmi la diffida dallo stadio
1) Comincio per gioco…E magari chissà, un giorno divento sindaco di Roma.
E poi pure Hitler avrà dovuto cominciare da qualche parte.
Dopo quattro anni sto rischiando di ricominciare a fumare.
Due tiri non mi preoccupano, una che vuoi che mi faccia, si ne ho fumate dieci ma poi domani smetto.
Via, si riparte.
Più mi freno più mi viene voglia, so che è stupido ma non basta.
Sono stressato dal lavoro che gira bene, ma ero stressato anche quando il lavoro andava male.
Io sono stressato per partito preso.
Il sistema capitalistico è alle corde ma la realizzazione del sogno di una vita mi agita.
Si ritornerà ai mestieri o prevarrà una dittatura morbida?
Devo fare, devo fare ma più faccio più mi viene voglia di fumare.
La carogna è sulle spalle che mi tenta.
Devo lasciarmi andare ma cazzo proprio ricominciare a fumare.
Quando fumavo due pacchetti al giorno ero incline al disfacimento, stavo costruendo la mia dipartita di successo.
“L’ultima tournee del comico col cancro”
Successo mitologia ma interruzione violenta della mia povera esistenza.
Sono tossico di sentimenti, di sigarette, di affetto, sono un mendicante emozionale.
La carogna è forte ma potrei anche sconfiggerla se non fosse che io sono la carogna.
Respiro, il mio psicologo è word ma non gliela voglio dare vinta.
Allora scrivo, invito a teatro, penso al film ma la sigaretta frulla nella testa porca puttana.
Mi fa schifo però la voglio, volere lo schifo è volersi male ma più mi limito più soffro.
Dov’è il manuale di istruzioni?
Carogna infame.
Devo essere libero di levare il verbo dovere dalla mia vita.
Panico poco, paura diminuita, tremo a volte, ma la carognaccia mi adesca.
Sto, passo, pausa, la dipendenza fisica da nicotina dura una settimana ma la propensione all’autodistruzione è una passione smisurata.
Chiedi aiuto presuntuoso!
Ma come cazzo faccio a chiedere aiuto prima di aver ricominciato a fumare, prima ricomincio e poi domando, ma se ricomincio poi non smetto più.
Allora via da due paccchetti al giorno a quattro, mollo tutto e partecipo alle olimpiadi del fumatore fra vecchietti catarrosi e giocatori di tresette.
Vinco, muoio e va bene così.
No!
Non si può!
Venghino signori vengono il menù consiglia morale da quattro soldi.
Le solite idiozie sulla vita che va vissuta nel rispetto di noi stessi, ma con la certezza che i Beatles senza acidi sarebbero stati Laura Pausini.
Ma com’è che qui non si ride mai?
Serve un ridimensionamento, non sono una rockstar non sono un comico di grido, non sono nient’altro che una persona affetta dalla sindrome cronica della dipendenza.
Fumare o non fumare?
Sono qui ma vorrei essere altrove ma se fossi altrove vorrei essere qui.
Stallo.
Io sono il dopo, la non accettazione del presente uccide più della carogna.
Ancora questa cazzo di morale patetica e abietta.
L’unica certezza è che Dio non esiste, l’unica speranza è che Dio non si preoccupi per me.
Vivo vedo e poi mi faccio sapere.






