Il Vaticano: “I gay non potranno diventare sacerdoti”
Questo importante testo della Congregazione per l’educazione cattolica fuga ogni dubbio sull’arretratezza della chiesa cattolica.
La ferrea logica analitica prevale sull’irrazionalità.
Se permettessero ad un gay di diventare prete sarebbe il primo passo verso la dissoluzione dei valori educativi per i nostri bambini.
Il pargolo incline alla perversione potrebbe a quel punto domandare:” Per quale motivo un gay può essere prete per tutta la vita, ma io non possono andare al luna park tutti i giorni?”
Il gay vuole diventare prete, per assecondare quella stessa pulsione degenere che porta l’eterosessuale a voler vivere in un paese dove, fra “Miss maglietta bagnata” e “Miss un culetto fantastico”, fa il consolatore di veline diciottenni scartate perchè troppo sexy.
Diciamolo chiaramente, la chiesa non ha bisogno di gay, ne ha già troppi.
E a chi ritiene questo provvedimento inutile, perchè un prete comunque dovrebbe vivere il celibato e quindi la sua omosessualità si concretizzerebbe al massimo in qualche fantasia, ricordiamo il pensiero di Peppe “er salmonella”:
“Il Dio onnisciente e miseriordioso capisce e accetta tutto, ma il pensiero frocio proprio non gli va giù.”






