Finalmente si è scopertà la verità sul g8 di genova 2001.
“http://genova.repubblica.it/dettaglio/Diaz-l-ultima-immagine-dello-scandalo-ecco-l-uomo-che-porta-le-molotov/1544310″
Alcuni poliziotti portarono 2 molotov dentro la scuola Diaz per aiutare i manifestanti nel loro attacco allo stato!
Per fortuna furono prontamente fermati da altri poliziotti che ristabilirono l’ordine picchiando i manifestanti, prima che il piano eversivo avesse inizio.
Ringraziamo Gianfranco Fini e Gianni de Gennaro per la accurata supervisione.
Ma principalmente il nostro grazie deve andare a “Peppe er Salmonella” di Tor Sapienza, che da anni lo sostiene con forza:
“Chi mena per primo, mena 2 volte”.
Guzzanti: “Contro la Carfagna porto i testimoni in tribunale”…
Verranno ascoltati i peli.
Il Vaticano: “I gay non potranno diventare sacerdoti”
Questo importante testo della Congregazione per l’educazione cattolica fuga ogni dubbio sull’arretratezza della chiesa cattolica.
La ferrea logica analitica prevale sull’irrazionalità.
Se permettessero ad un gay di diventare prete sarebbe il primo passo verso la dissoluzione dei valori educativi per i nostri bambini.
Il pargolo incline alla perversione potrebbe a quel punto domandare:” Per quale motivo un gay può essere prete per tutta la vita, ma io non possono andare al luna park tutti i giorni?”
Il gay vuole diventare prete, per assecondare quella stessa pulsione degenere che porta l’eterosessuale a voler vivere in un paese dove, fra “Miss maglietta bagnata” e “Miss un culetto fantastico”, fa il consolatore di veline diciottenni scartate perchè troppo sexy.
Diciamolo chiaramente, la chiesa non ha bisogno di gay, ne ha già troppi.
E a chi ritiene questo provvedimento inutile, perchè un prete comunque dovrebbe vivere il celibato e quindi la sua omosessualità si concretizzerebbe al massimo in qualche fantasia, ricordiamo il pensiero di Peppe “er salmonella”:
“Il Dio onnisciente e miseriordioso capisce e accetta tutto, ma il pensiero frocio proprio non gli va giù.”
Durante una cena con degli amici è uscito il discorso comicità e subito una persona mi ha detto:
“Che bello il tuo lavoro… Sai qualche giorno fa ho visto un comico bravissimo, mi ha fatto ridere senza dire nemmeno una parolaccia”…
Precisiamo una cosa ad uso e consumo degli spettatori.
Il linguaggio negli ultimi anni si è modificato e le parolacce vengono usate nella vita quotidiana da tutte le persone, di qualsiasi estrazione sociale e culturale.
Secondo voi per quale motivo un comico che vive (si spera) nella realtà non dovrebbe usarle?
Un comico che non dice parolacce è solo un ipocrita che si vuol fare bello agli occhi del pubblico.
La prossima volta cari i miei sprovveduti ed inconsapevoli spettatori, provate piuttosto a chiedervi se il comico che state vedendo racconta delle barzellette.
Fateci attenzione.
Raccontare barzellette trasforma chiunque in un comico, dire le parolacce no.
Punto e basta.
E non mi scassate più il cazzo!
Vita a-Mara… Scuola centri sociali e polizia…
E’ una vita aMara (dove l’a è privativa)
Polizia nelle scuole.
Polizia per sgomberare i centri sociali.
E’ un’operazione frammentaria e disordinata.
Che si dichiarasse direttamente lo stato di polizia.
Così finalmente ci si potrebbe tornare ad occupare di problemi veri, come la fame nel mondo(dello spettacolo)…
Silvio preoccupato per Mara
Sono stato invitato a parlare di satira all’interno della 13° edizione del premio nazionale “Paolo Borsellino”.
Visto l’elenco dei partecipanti posso tranquillamente dire che sono molto ma molto lusingato e contento.
partecipanti premio Paolo Borsellino 2008
GIULIANOVA
Martedì 21 ottobre 2008
Ore 22,00 Circolo “Il nome della rosa”
Incontro spettacolo
“Il coraggio della satira e della denuncia” Interviene
FILIPPO GIARDINA
Attore comico satirico
Direttore di “Non rassegnata stampa”
Quando giocavo a scala quaranta si diceva:”famosene una secca a 151…”
Non Rassegnata Stampa è arrivata a 151 puntate ma non si ferma…
Passa il ddl di mara carfagna sulla prostituzione, i più maligni vociferano di conflitto di interessi.






